La malattie cardiovascolari sempre più sottovalutate: meglio fare attenzione

La malattie cardiovascolari sempre più sottovalutate: meglio fare attenzione
29 marzo 2019

La pressione arteriosa è la misura della forza con cui il nostro sangue scorre all’interno del corpo e delle vene. Se essa non resta nei livelli consentiti, può determinare la formazione di patologie importanti. Ad esempio le malattie cardiovascolari che a loro volta sono la causa principale di morte del mondo occidentale. Per indicare la pressione alta si utilizza il termine medico Ipertensione, ovvero una situazione dove si verifica nel soggetto una delle seguenti condizioni:

1. Pressione arteriosa sistolica (massima) superiore a 140 mmHg

2. Pressione arteriosa diastolica (minima) superiore a 90 mmHg

3. Assunzione di farmaci per la cura dell’ipertensione

Per pressione arteriosa massima si intende quella che viene misurata nel momento in cui batte e si contrae. Al contrario la pressione minima è quella che si misura tra un battito e l’altro, ovvero quando il cuore è rilassato.

Misurazione della pressione sanguigna

Grazie a diversi studi effettuati anche da parte del MRFIT, è stato possibile evidenziare e dimostrare che i soggetti che mantengono bassa la loro pressione hanno minor rischio di mortalità. Ogni 20 mmHg, sembra aumentare il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari per la pressione massima. Ogni 10 mmHg in più invece per la pressione minima, partendo da valori di riferimento di 115/75 mmHg.

Avere di media, una massima sui 135, significa aumentare del doppio il rischio di sviluppare patologie. Mentre per una pressione sui 115 mmHg, a parità di età e di individuo tra i 40 ed i 70 anni, il rischio è minore.

Come sappiamo il valore della misurazione casalinga è spesso inferiore rispetto a quando andiamo dal medico. Mentre dopo 24 ore risulta essere meno influenzata e più accurata. L’ipertensione da camice bianco se è elevata deve essere comunque presa in considerazione e tenuta sempre sotto controllo.

È importante calcolare che la pressione tende ad essere più alta nelle prime ore del giorno oppure dopo una camminata. Sia gli infarti che gli ictus infatti sono più frequenti nelle prime ore del mattino. Quando dormiamo invece essa tende a scendere almeno del 20%. Se questo non accade è da considerare un ulteriore fattore a rischio.

Quale tra le due è la pressione più pericolosa

Attraverso la letteratura scientifica che oggi abbiamo a disposizione, è stato possibile confermare che una pressione sistolica (massima) elevata è molto più pericolosa, rispetto alla diastolica (minima) elevata. Questo perché la massima è maggiormente correlata allo sviluppo di patologie cardiovascolari.

Tali considerazioni sono ovviamente generali, che vanno poi studiate caso per caso, in base ad ogni singolo paziente. Infatti è importante tener conto di fattori come il sesso, l’età, la menopausa nelle donne ed altri aspetti ancora.

Con l’aumentare dell’età la pressione tende a salire. Seguendo uno stile di vita corretto moltissime persone riescono a tenere sotto controllo i valori e mantenere dei livelli nella norma. I soggetti affetti da ipertensione possono comunque far fronte al problema e prendere provvedimenti per tenere sotto controllo il disturbo. Tra i vari aspetti importanti da tenere in considerazione abbiamo:


1. Controlli medici costanti

2. Misurazione costante della pressione arteriosa

3. Stile di vita sano

4. Somministrazione corretta dei farmaci prescritti dal medico

Nel momento della misurazione pressoria si ottengono due numeri di riferimento:

1. Pressione Sistolica detta anche massima

2. Pressione Diastolica detta anche minima

Entrambe vengono misurate rispettivamente tramite il battito cardiaco, quando il cuore pompa il sangue e quando invece è a riposo. Il numero più alto che vedete comparire è riferito alla sistolica. Se trovate scritto ad esempio 120/80, il numero 120 è la pressione sistolica. La sigla mmHg presente indica i millimetri di mercurio. Essa è l’unità di misura della pressione sanguigna.

Fonti e bibliografia

INRAN.it – www.inran.it



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