Trappola per uccelli, così un giovane bracconiere imbrigliava cardellini

Trappola per uccelli, così un giovane bracconiere imbrigliava cardellini
4 maggio 2019

Il nucleo antibracconaggio ha arrestato un giovane palermitano che vendeva avifauna selvatica al Mercato Ballarò.

Francesco Paolo Fiore, classe ’91, è disoccupato e già gravato da similari precedenti di polizia specifici. Lo scorso 2 maggio è stato sorpreso, in flagranza di reato, mentre tentata di catturare volatili, in assoluta violazione delle norme che tutelano la fauna selvatica e regolano l’esercizio della pratica venatoria.

Infatti, sono stati trovati in suo possesso 9 esemplari di Cardellino (Carduelis Carduelis), che oltre a essere annoverato tra le specie protette, appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato; per questo motivo la contestazione del reato di furto venatorio. L’attività di bracconaggio avveniva mediante un sistema di reti di circa 20m2, comandate da un meccanismo a scatto azionato manualmente dal Fiore, al centro del quale erano posti altri esemplari vivi, catturati in precedenza ed utilizzati come veri e propri richiami, con ali e zampette legate a dei paletti per il tramite di un’imbracatura in modo da impedirne l’allontanamento. Per la crudeltà del sistema di prelievo dell’avifauna, il Fiore veniva anche denunciato per maltrattamento di animali.

La strumentazione rinvenuta veniva posta sotto sequestro mentre i cardellini venivano immediatamente reintrodotti in natura.

Per quanto sopra esposto, Fiore Francesco, al termine delle formalità di rito, veniva dichiarato in stato di arresto e ristretto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida con rito direttissimo che si è svolta ieri.

In udienza il giudice ha convalidato l’arresto applicando al Fiore l’obbligo di dimora in Comune di Palermo e di non allontanarsi dalla propria abitazione dalle ore 20.00 alle ore 07.00. Seguito richiesta di giudizio abbreviato avanzata dall’imputato, il giudice ha confermato l’intero impianto accusatorio condannando il Fiore a 6 mesi di reclusione e 600 euro di multa, non concedendo il beneficio della sospensione condizionale della pena, in quanto il Fiore non è nuovo a questo tipo di condotta, infatti, lo stesso è stato denunciato l’ultima volta, per i medesimi reati, poco più di un mese fa.

I fatti si sono verificati a Calatafimi Segesta.



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