Gangi, crisi politica: “Nessuno dei consiglieri è fuggito dalle responsabilità”

Gangi, crisi politica: “Nessuno dei consiglieri è fuggito dalle responsabilità”
6 maggio 2019

“Nessuno dei sei consiglieri del gruppo Siamo Gangi è fuggito dalle sue responsabilità o dal mandato ricevuto degli elettori, sono altri che con la costituzione del gruppo Paese Futuro hanno tradito gli elettori e fatto naufragare un progetto politico.

 

Nessuno di noi ha mai abbandonato o affondato la nave è stato il capitano che doveva guidarla a dirottarla, il sindaco Francesco Migliazzo è il principale responsabile, il suo un grave atto di irresponsabilità di colui che avrebbe dovuto fare squadra mettendo in campo una azione politica chiarificatrice per tentare il prosieguo sereno della legislatura, invece per un disegno precostituito ha preferito tradire il mandato ricevuto dagli elettori schierandosi e avallando le ambizioni personali del neo gruppo Paese Futuro”.

 

In una nota i sei consiglieri comunali di Siamo Gangi: Patrizia Dinolfo, Giovanna Farinella, Roberto Domina, Giuseppe Mantegna, Carmelo Nasello e Salvatore Nasello ci tengono a chiarire la loro posizione dopo le “indotte” dimissioni.

 

“Un piano, quello del gruppo Paese Futuro, dettagliato, ordito da tempo da chi, come Penelope, di giorno tesseva la tela e di notte la disfaceva con lo smembramento della compagine consiliare, facendo un grave torto a quei cittadini che ci hanno onorato del loro largo consenso. Un contesto politico che di certo con l’astio e il rancore manifestato durante l’ultimo consiglio comunale non avrebbe consentito un dibattito sereno.

 

Per un grande atto di amore, responsabilità e coerenza nei confronti della cittadinanza ci siamo dimessi, anche se dovevano essere altri a farlo nel rispetto del programma elettorale della lista Siamo Gangi che ogni consigliere ha sottoscritto al momento della candidatura: “Il consigliere comunale eletto nella lista di Siamo Gangi rispondendone di fronte alla propria coscienza,  per qualsivoglia motivo, non cambia maggioranza, si dimette”, così come “il sindaco, per qualsivoglia motivo, non cambia maggioranza, si dimette, restituendo, responsabilmente, il proprio mandato agli elettori che lo hanno eletto”.

 

A ledere l’immagine di Gangi è stato chi pretestuosamente ha voluto presentare prima del bilancio la mozione di sfiducia con esito scontato. Lasciamo i conti in ordine e un bilancio in equilibrio messo in sicurezza quando con grande senso di responsabilità è stato convocato un consiglio comunale per l’approvazione degli atti propedeutici che hanno permesso di garantire i servizi essenziali alla nostra comunità. Un bilancio tecnicamente da tempo pronto ma che, per precise responsabilità del sindaco nella ricomposizione della giunta comunale, ancora non è stato approvato e inviato al commissario che si è insediato da 15 giorni.

Qual  era l’obiettivo del sindaco Migliazzo e dei sei consiglieri, dopo la nomina della giunta, è sotto l’occhio di tutti, alla nuova amministrazione comunale Paese Futuro senza ironia di sorta e per il bene del paese e dei cittadini auguriamo buon lavoro”.

 



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