Barranco: “Cephaledium squadra satellite dei rosanero nelle Madonie”

Barranco: “Cephaledium squadra satellite dei rosanero nelle Madonie”
1 luglio 2019

Visto i disastrosi avvenimenti occorsi al Palermo durante questi giorni, il presidente Giuseppe Barranco, dopo aver riflettuto sulle dichiarazioni della Parmonval, ha sposato questo progetto si è fatto avanti con il desiderio di far diventare la Cephaledium la squadra satellite dei rosanero nelle Madonie.

Barranco: “Una squadra blasonata come il Palermo non merita questa fine e, soprattutto, una tifoseria così calda come quella del nostro capoluogo di subire l’ennesima ingiustizia. Sono a conoscenza che ci sono già altri imprenditori che vogliono prendere il Palermo e portarlo nelle categorie che merita ma Palermo ha veramente bisogno di altri soggetti che vengono qui solo per arricchirsi e poi abbandonare la squadra?


Sensi, Zamparini, gente che è venuta a Palermo solo con lo scopo di aumentare i propri introiti e, dopo aver spremuto a dovere il frutto, scappare via lasciando la squadra con ferite insanabili e, dopo quest’ultima, con lo spettro del ritorno al calcio dilettantistico.
Il cuore dei tifosi è un qualcosa che non va sfruttato per le proprie economie: lo sport è passione, è vita e c’è chi questo, soprattutto a Palermo, non lo ha mai capito. E’ giunto il momento di dire basta a tutto questo, è giunto il momento di ridare il Palermo ai picciotti. 


Così come la Parmonval, anche la Cephaledium si mette a disposizione per costituire un azionato popolare per far sì che la squadra siciliana più blasonata rimanga proprietà del popolo.
Il mio desiderio è quello di mettere insieme uomini che hanno fatto tanto per il calcio palermitano come Edy Tamajo, Gaetano Vasari, I fratelli Tedesco, Leandro Rianaudo, Giampiero Clemente e tutti coloro che hanno contribuito al calcio palermitano e siciliano, creando una società che abbia veramente a cuore lo sport, con un presidente eletto ogni due anni e con la società concentrata a valorizzare i propri giovani.
La vera rivoluzione calcistica non parte dai ricchi imprenditori del nord o esteri che vogliono investire per arricchirsi, ma da chi ha veramente a cuore la propria città.”



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