Per il secondo anno il progetto Stop-Phone

Per il secondo anno il progetto Stop-Phone
6 ottobre 2019

Con l’inizio del nuovo anno scolastico ha preso il via la seconda annualità del progetto “Stop-Phone”, realizzato dall’Asp di Palermo in collaborazione con Vivi Sano Onlus.  L’iniziativa dell’Azienda sanitaria del capoluogo si inserisce nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione che prevede l’attuazione di interventi per un corretto uso dei telefoni cellulari con particolare attenzione al target in età pediatrica (fino a 12 anni) nell’ambito del macro-obiettivo  “Ridurre le esposizioni ambientali potenzialmente dannose per la salute”.

Lo scorso anno scolastico (in soli 4 mesi) sono stati coinvolti nel progetto 2.000 studenti e 400 docenti di 10 Istituti di città e provincia. Sono oltre 500 i questionari compilati dai preadolescenti delle scuole secondarie di primo grado, cui si aggiungono 130 questionari di docenti, 90 di donne in gravidanza e 120 di genitori di bambini tra 0 e 11 anni. I risultati saranno analizzati dagli esperti del Dipartimento di Promozione della Salute, Materno Infantile, Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro” dell’Università di Palermo che rileveranno i comportamenti a rischio della fascia di età 0-14 anni.

“Il progetto – ha spiegato il Referente Scientifico dell’Asp di Palermo, Roberto Gambino – sta coinvolgendo ragazzi ed insegnanti delle scuole medie, docenti delle scuole dell’infanzia e primaria, genitori, pediatri e operatori della sanità. Gli interventi sono realizzati in collaborazione con l’Associazione Vivi Sano Onlus (partner capofila di una rete inter-istituzionale, ndr), l’Ufficio Scolastico Regionale (ambito territoriale di Palermo, ndr) e la Scuola di Specializzazione n Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Palermo. Ringrazio gli operatori dell’Associazione Vivi Sano Onlus e tutta la rete inter-istituzionale che ha permesso in poco tempo di raggiungere questi risultati, indispensabili per un corretto approccio nella prevenzione dei rischi fisici e psicologici dovuti ad un non corretto utilizzo di questa tecnologia. Invito – ha concluso Gambino – i Dirigenti Scolastici delle scuole che non hanno ancora partecipato a richiedere l’intervento”



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