Delegazione cefaludese alla Florence biennale di arte contemporanea

10 novembre 2019

Il Presidente del Consiglio del Comune di Cefalù, Avv. Giovanni Iuppa, facendo propria la proposta dell’artista Benedetto Morello, che ha sempre sottolineato l’importanza per la Città di Cefalù di aprirsi ad esperienze artistiche di ampio respiro, uscendo dai limiti territoriali in cui normalmente si muove, ha promosso la partecipazione di una piccola delegazione cefaludese all’inaugurazione della 12a edizione della Florence Biennale, che quest’anno ha arricchito l’esposizione internazionale di arte contemporanea con un ampio spazio dedicato al Design. L’esposizione di diverse forme d’arte contemporanea, con nomi di indiscusso valore internazionale, è stata dedicata a Leonardo da Vinci, in occasione del 500° anniversario dalla morte, con il tema Ars et Ingenium. Arte e ingegno, appunto, quale estrema sintesi della grandezza del genio universale del Rinascimento.

La partecipazione all’inaugurazione della Biennale di Firenze, atta a promuovere l’immagine di Cefalù in importanti eventi nazionali e internazionali, ha avuto luogo il 18 ottobre 2019, alle ore 17,00, presso la Fortezza da Basso ed è proseguita nel giorno successivo.

L’esposizione comprendeva le opere di 480 artisti provenienti da 78 paesi, mentre la sezione dedicata al Design raccoglieva le opere di 260 designer. Le due sezioni, per quanto separate nello spazio, mostravano chiari segni di “contaminazioni” reciproche. Il filo conduttore della Biennale è stato l’incontro tra tradizione e modernità, tra radici e proiezioni future: radici multiple di un’umanità varia in cui non prevale una singola visione, ma l’incontro tra diverse culture e diverse immagini del mondo e dell’arte. Incontro alla pari, in un allestimento che non prevedeva un prima e un dopo o un percorso unico: nessuna indicazione guidava il visitatore, coinvolto, invece, in un sistema di girandole espositive realizzate intorno ai pilastri della Fortezza, in una sintesi perfetta tra vecchio e nuovo, tra antico e moderno. Allo stesso modo, le tecniche artistiche tradizionali dialogavano costantemente con i nuovi media, in un incontro in cui i diversi linguaggi attraevano lo sguardo e tutti i sensi dell’osservatore. In tutto questo, Leonardo era presente, con le infinite interpretazioni artistiche delle sue opere e, soprattutto, con le infinite sfaccettature dell’Ingenium, in cui arte, scienza, tecnica e tecnologia si fondono e realizzano un’opera innovativa e completa, come l’uomo del Rinascimento. Esempio eccezionale di questa visione universale è l’opera dell’artista turco Refik Anadol Melting Memories, “opera immersiva” e dinamica volta a mostrare come il cervello evoca i ricordi, unendo arte e neuroscienze, sulla base di dati raccolti attraverso avanzatissime tecnologie e trasformati in algoritmi (l’artista ha ricevuto il premio alla carriera insieme a Gustavo Aceves, per il suo progetto Lapidarium e i suoi cavalli spezzati, e a Franco Zeffirelli).

 

Perché Cefalù alla Biennale di Firenze?

Come si ricorderà, lo scorso anno, nel Comune di Cefalù, per iniziativa della Presidenza del Consiglio, ha avuto inizio un percorso progettuale articolato in diverse fasi e proiettato verso tappe future sempre più importanti.

Il progetto è stato inaugurato l’8 marzo 2018, con la Mostra Cefalù: Vedute e visioni presso l’Ottagono di Santa Caterina, mostra spostata poi, in forma permanente, presso l’Aula consiliare, grazie alla donazione di dipinti da parte di generosi artisti cefaludesi, ai quali altri si continuano ad aggiungere. Tutte le iniziative fin qui realizzate, comprese le due edizioni del Concerto di Primavera, hanno avuto quale motivo conduttore ciò che il Presidente del Consiglio ha sottolineato sin dalle prime battute: “Il messaggio sociale di un’opera diventa ancor più pregnante quando essa costituisce il tassello di una esposizione collettiva, dove contribuisce alla realizzazione del senso di Pluralità, di Confronto e, dunque, di Sintesi”. Pluralità di linguaggi, Sintesi di forme espressive, Confronto di artisti. Ed è proprio sul confronto che il progetto deve ampliarsi e ambire a risultati sempre più elevati.

È stato fondamentale partire dagli artisti cefaludesi e dalle espressioni del territorio: bisogna però andare oltre. il confronto, nel mondo dell’arte (come in qualsiasi altro settore), non può rimanere circoscritto in un ambiente, per quanto aperto ad infiniti contatti e intrecci culturali. Bisogna uscire dai confini e conoscere direttamente ciò che il mondo offre alla nostra intelligenza creativa e alla nostra sensibilità estetica.

Ed è questo il senso della partecipazione alla Florence Biennale del Presidente del Consiglio e delle persone che lo hanno sostenuto nell’ideazione, nell’avvio e nella prosecuzione del progetto di valorizzazione dell’arte a Cefalù, il Consigliere Rosangela Vinci, l’artista Benedetto Morello e la professoressa Rosalba Gallà. È stato un momento di conoscenza e un’occasione per creare relazioni e contatti in vista di eventi artistico-culturali da realizzare nella Città di Cefalù, con le adeguate, eventuali risorse che si renderanno necessarie. Sicuramente, essere presenti per due giorni alla Biennale, è stata una grande opportunità di confronto con molti artisti provenienti da varie parti del mondo, diversi dei quali hanno mostrato vivo interesse per la nostra città e non hanno escluso la possibilità di esposizioni a Cefalù. Importante l’incontro con Pasquale Celona, artista fondatore e presidente della Florence Biennale, il cui direttore generale è oggi il figlio Jacopo.

La delegazione cefaludese con Pasquale Celona

Altrettanto importante è stata la conoscenza, in occasione dell’inaugurazione, della Vice Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Maria Federica Giuliani, la quale, apprezzando la presenza di una delegazione ufficiale di un Comune italiano (la nostra delegazione era accreditata all’evento), ha invitato i componenti ad assistere alla seduta congiunta straordinaria del Consiglio Comunale di Firenze e dei Consigli di Quartiere con l’unico punto all’ordine del giorno L’eredità di La Pira e con la contestuale consegna da parte del Sindaco Dario Nardella delle chiavi della Città di Firenze a David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo.


Il Presidente del Consiglio Giovanni Iuppa e il Consigliere Comunale Rosangela Vinci

con il Vice Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Maria Federica Giuliani

Interessante e di alto spessore culturale il ricordo di La Pira e l’immagine che del “sindaco santo” è emersa da tutti gli interventi, i quali hanno evidenziato l’attualità delle sue battaglie per il necessario rilancio dei valori fondanti dell’Unione Europea, con particolare riguardo al ruolo delle città, sulla scorta della grande esperienza del Convegno dei Sindaci delle Capitali del mondo e dell’idea che il Mediterraneo e l’Europa debbano svolgere un ruolo importante nelle relazioni mondiali.

                                                                                            Consegna delle Chiavi della Città di Firenze a David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo,
                                                                                                        da parte del Sindaco Dario Nardella

Intenso e ricco il discorso di David Sassoli, che ha presentato La Pira come un visionario capace di indicare il sentiero e un realista capace di leggere i segni dei tempi. Tutto il suo intervento si è fondato su tre concetti fondamentali presi a prestito da Giorgio La Pira e necessari per la costruzione del presente e del futuro dell’Europa: Unità, Dialogo, Diritto. In tutto questo, le città, non fatte da muri ma da persone, sono i consorzi in cui si deve condividere l’Europa e in cui si può allargare la tenda della pace. Pensare alla tenda dei tre figli di Abramo (le tre religioni monoteiste) per creare nuovi rapporti nell’area del Mediterraneo, non è profezia ma concretezza, se si porta avanti un dialogo costante in cui unire le città e i popoli. A Palermo c’è il progetto di una biblioteca di cultura islamica dedicata proprio a La Pira, espressione del dialogo di cui non si può fare a meno, soprattutto nel Mediterraneo. Oggi siamo ancora nel cantiere della costruzione europea, siamo ancora con i lavori in corso, ma alla fine ci sarà l’Europa delle nostre città. Per completare il grande sogno, ciascuno deve uscire dal confine delle proprie ragioni e aprirsi all’altro, ricostruendo il confine della propria moralità. Abbiamo il vantaggio della libertà, dove sicuramente ci sono anche motivi per arrabbiarsi, ma è meglio arrabbiarsi e discutere in pace, che farsi la guerra. Bisogna guardare gli altri ad altezza d’uomo: resta saldo chi non ha come criterio ultimo la propria ragione, ma colui che è pronto a sacrificare tutto ciò che è nella sua egoistica sfera. Dobbiamo avere una grande immaginazione.

Questo il messaggio del Presidente del Parlamento Europeo e in questa visione profetica e allo stesso tempo realistica, in questo grande progetto dell’immaginazione, probabilmente avranno un ruolo importante le arti e gli incontri tra i creativi dell’Europa e del mondo intero, con l’auspicio che ciò possa avvenire anche a Cefalù.

Insieme si può, insieme si deve.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Cefalù, Avv. Giovanni Iuppa

Il Consigliere Comunale Rosangela Vinci

Il Prof. Benedetto Morello

La Prof.ssa Rosalba Gallà



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