Peggiora lo stato di salute del commercio palermitano

Peggiora lo stato di salute del commercio palermitano
22 febbraio 2020

Lo stato di salute del commercio palermitano è allarmante. Diminuisce sensibilmente il numero delle attività commerciali al dettaglio e si continua ad andare nella direzione di una “desertificazione commerciale”.

Lo confermano i dati contenuti nell’analisi “Demografia d’impresa nelle città italiane”, realizzato dall’Ufficio Studi nazionale di Confcommercio prendendo in considerazione 120 Comuni italiani e confrontando i dati tra il 2008 e il 2019.

Palermo è agli ultimi posti in numerose graduatorie merceologiche, sia che si parli di centri storici che della complessiva area cittadina: il saldo negativo è pari al 20% circa. Anche a Palermo, però, in linea con il resto d’Italia, è in crescita il dato relativo alle attività turistiche e ricettive come alberghi, bar e ristoranti. Fra i dati palermitani in netta controtendenza c’è quello sui venditori ambulanti che sono quasi triplicati nel centro storico, passando dai 212 del 2008 ai 639 del 2019.

“Questo è uno dei tanti segnali preoccupanti del report – commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – perché conferma la rilevante fragilità economica del commercio cittadino che fa sempre più fatica a permettersi una sede fissa”.

Diventa sempre più pressante, dunque, l’esigenza di una rigenerazione urbana secondo il principio che le città che funzionano rappresentano un grande valore sociale ed economico per i territori, sia in termini di Pil che di occupazione.

“Da anni Confcommercio Palermo porta avanti la battaglia per uno sviluppo armonico delle attività commerciali che non sia solo legato al food e che non si occupi solo dei centri storici – prosegue la Di Do -. Chiediamo una visione “policentrica”, perchè è fuori discussione che ci sono ancora tante aree cittadine da valorizzare per creare attrattività diffusa su tutto il territorio urbano. Se da un lato dobbiamo prendere atto dello sviluppo del commercio elettronico, dall’altro bisogna conservare la consapevolezza che si può fare molto di più per valorizzare il commercio al dettaglio che è una risorsa per la città. Combattere la desertificazione commerciale significa anche combattere il degrado sociale.

La valorizzazione del commercio, che è un importante motore per la città, dipende anche da una attenta e condivisa programmazione e da un maggiore sostegno all’innovazione delle piccole superfici di vendita”.

“La nostra contrarietà alla introduzione della Ztl notturna, così per come è stata concepita dall’amministrazione, nasce anche dall’esigenza di difendere le aziende che sul centro storico hanno investito e di impedire che provvedimenti estemporanei, adottati al di fuori di un’adeguata programmazione e non supportati dai necessari servizi, possano ulteriormente appesantire la già grave situazione del commercio cittadino, di cui i dati diffusi sono una triste fotografia”.



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