Gli imprenditori cefaludesi scrivono alla vice ministra Castelli

Gli imprenditori cefaludesi scrivono alla vice ministra Castelli
9 marzo 2020

L’appello degli imprenditori alla ministra

Giuseppe Provenza ristoratore e portavoce dei ristoratori cefaludesi, l’associazione CefalùCom, e le associazioni di categoria dei commercianti e artigiani, hanno inviato una nota il 7 marzo alla vice ministra dell’Economia e Finanze Laura Castelli, al presidente della Regione Siciliana Nello Musumenci e al sindaco del comune di Cefalù Rosario Lapunzina, per chiedere subito interventi di sostegno al fine scongiurare la chiusura delle attività e licenziamenti.

La richiesta di interventi

Nella nota inviata al ministero dell’Economia, le associazioni chiedono interventi urgenti sugli ammortizzatori sociali, sospensione degli adempimenti tributari sia erariali sia locali, sospensione del pagamento delle rate della riscossione all’Agenzia delle Entrate, sospensione dei pagamenti delle forniture di energia elettrica, moratoria sul pagamento delle rate e i mutui e interessi sulle scoperture bancarie e maggiore accessibilità al credito temporaneo, per venire incontro, a chi, nelle prossime settimane, non riuscirà ad onorare i contratti di locazione a pagare fornitori e dipendenti.

 

Non è difficile capire che senza incassi non si possono neppure onorare i debiti. Purtroppo, i provvedimenti presi fino a oggi non riguardano le imprese del principale settore del turismo, quello della ristorazione, delle attività commerciali, dell’intrattenimento e dei bar e pub, che rappresentano circa il 50% del PIL della Città di Cefalù.

Le associazioni si attendendono provvedimenti urgenti e concreti dal governo nazionale, regionale e anche dall’amministrazione comunale di Cefalù, non c’è più tempo da perdere, non si è disposti ad accettare ulteriori discriminazioni a danno di un settore che occupa centinaia di addetti e che rischia di lasciare a casa tutto il personale per impossibilità di poterlo retribuirle e il rischio del fallimento delle stesse. Occorre far presto perché l’emergenza sanitaria rischia di far saltare il banco e se chiudono le nostre attività, chiudono le luci che animano la città Cefalù.



Commenti

Post nella stessa Categoria