Coronavirus, la Sicilia che resta al nord. Lettera di un giovane che non fugge

Coronavirus, la Sicilia che resta al nord. Lettera di un giovane che non fugge
14 marzo 2020

Ciao Caro, come stai?
Ti scrivo da Milano perché molto preoccupato delle ultime notizie che parlano di una nuova fuga da Milano verso il Sud.
Sento di dover dire la mia con la speranza che qualcuno di questi furbetti, quantomeno si autodenunci e faccia una quarantena vera e responsabile.
Leggevo solo pochi giorni fa la lettera della studentessa “fuggita” dal nord.
Ho trovato il tutto molto triste.
Questo mi fa riflettere molto sul fatto che questa emergenza abbia fatto emergere sempre più le differenze, non tra Nord e Sud, bensì a delle differenze di classe. Tra chi può pagare 1200euro di taxi per tornare a casa e chi è costretto ad andare a lavorare malgrado l’emergenza.
Chi va a studiare nelle “migliori” università del nord e chi per pagare la retta dell,unipa si improvvisa cameriere, comis di cucina e quanto altro.
Chi cerca di cambiare la Nostra Terra e chi fugge, senza nemmeno provarci.
Come ben sai un anno e mezzo fa ho fatto la mia scelta, quella di trasferirmi nel capoluogo lombardo in cerca di nuovi stimoli professionali, ma non ho mai ne rinnegato, ne voltato le spalle alla mia Sicilia.
Ho continuato la collaborazione con aziende locali e su tutto il territorio nazionale ne rappresento pure uno dei prodotti più rappresentativi, il Marsala.
Agli albori di questa emergenza, colleghi, amici, conoscenti mi intimavano di tornare in Sicilia, perché dicevano, tra un po’ chiudono tutto e non puoi tornare a casa.
Io non ho mai pensato ad una soluzione del genere.
In primis per l’Amore che ho verso il mio paesello non avrei mai sopportato l’idea di mettere in pericolo nessuno dei miei concittadini e poi non sarebbe stato un atteggiamento responsabile nei confronti di chi qui a Milano mi ha accolto, dato fiducia e investito di incarichi di un certo rilievo.
Tutto questo si può riassumere in due parole, senso civico.
Un sentimento che pone l’individuo a strumento della collettività. Non l’uno bensí i molti.
Comprendo che sarà alquanto impossibile spiegare questo a chi è andato al Nord disprezzando il Sud, a chi rinnega le proprie origini, il proprio dialetto.
Siciliani solo per vacanza o emergenza.
Come sono fuggiti per trovare una strada breve meno tortuosa al Nord adesso fuggono di notte con treni affollati consapevoli del fatto di mettere in ulteriore crisi la Nostra Terra, che ad ogni modo generosa li accoglie.
Io resto a Milano, e quando tutto questo sarà passato, riabbraccerò i miei Cari e la mia Terra, che ne sono certo, sarà più bella che mai.
Sembra già di sentire il suo profumo, un misto di sale, alghe, frutti, legno e sabbia.
Sicilia a presto



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