Coronavirus, l’Italia vede la luce in fondo al tunnel: cauto ottimismo e programmare ripartenza

Coronavirus, l’Italia vede la luce in fondo al tunnel: cauto ottimismo e programmare ripartenza
6 aprile 2020

Il giornalista e studioso Ennio Piccaluga spiega perché possiamo essere ‘cautamente molto ottimisti’

L’ossimoro è fin troppo palese, ne siamo consapevoli – afferma Piccaluga nel suo articolo su GRUPPO SOFIA – quel “cautamente” stride con il “molto” ottimisti. C’è in realtà la necessità di non alimentare false speranze – continua – ma anche la consapevolezza di numeri che da qualche giorno fanno realmente sperare in una rapida soluzione di una tragedia sociale ed economica che interessa l’intera nazione, ed anche il resto del mondo. Vediamo perchè è importante il diagramma (elaborazione Valerio Curcio).

Di seguito Piccaluga spiega come leggere il grafico:

1) Linea nera: Il numero di tamponi, in salita più esponenziale che lineare. Vuol dire che facciamo sempre più tamponi, ogni giorno di più, come è necessario che sia.

2) Linea rossa: il totale dei contagi, dopo l’aumento esponenziale dell’ultima decade di Marzo, ha assunto un andamento lineare. Per chi obbietta che non si può ritenere  positivo un aumento dei casi, seppur lineare, va considerato che la mortalità sta diminuendo rapidamente. Un alto numero di casi poco o niente asintomatici e senza mortalità, non farebbe più paura a nessuno.

3) Linea viola: la linea dei guariti, come una Ferrari di Formula1, ha accelerato un paio di settimane fa e gradualmente, ma decisamente,  è passata dall’ultimo al primo posto, posizionandosi saldamente in testa.

5) Linea verde scuro: quella dei deceduti. Ovviamente continuerà sempre a crescere, ma intanto ultimamente lo ha fatto in modo lineare e non esponenziale, e poi ha iniziato a curvarsi verso il basso, a crescere sempre di meno. E comunque, ed è quello che conta, è stata velocemente scavalcata dalla linea dei guariti.

6) Linea fucsia: pazienti in Terapia Intensiva. Andamento straordinario. Ha raggiunto il tratto piatto ed ha cominciato addirittura la discesa. Vuol dire non avere più l’angoscia per una possibile insufficienza del numero di  apparecchiature per la terapia d’urgenza, ma anche la consapevolezza che, se quel numero ha cominciato a diminuire, potrebbe arrivare rapidamente al livello delle normali ospedalizzazioni pre Covid19.

7) Linea verde oliva: ricoverati, ma non in T.I. Anche questa linea non sale più e si è posizionata in orizzontale con inizio di discesa. Segnale veramente incoraggiante. Non sarebbe più necessario costruire ospedali di emergenza.

8) Linea verde chiaro: pazienti bisognosi di cure. Diciamolo chiaramente, non ci fa paura un paziente bisognoso di cure, e comunque il trend è in leggera diminuzione.

9) Linea celeste: pazienti in isolamento. I casi meno preoccupanti, quelli che devono stare in isolamento, anche nel proprio domicilio, per diversi giorni onde non esportare la loro positività. Che aumenti o diminuisca, non è la cosa che per ora ci preoccupa di più.

 

I positivi sui tamponi, il grafico e la spiegazione

Da notare – afferma Piccaluga – l’andamento molto positivo (in forte diminuzione) della percentuale dei positivi dopo aver effettuato dei tamponi. Fino a 15 giorni fa eravamo su un livello massimo di 24 positivi ogni cento tamponi effettuati, mentre ora siamo e meno del 20%, in graduale, ma decisa tendenza al calo. Nel giro di poche (3-4) settimane, questo valore potrebbe arrivare a valori insignificanti.

Le considerazioni finali dell’esperto

“Da quanto evidenziato, non è poi tanto fuori posto quel cauto, “grande” ottimismo. Soprattutto perchè, a parità di numero di casi, diminuiscono i ricoveri in T.I. e soprattutto i morti. Se continuano a diminuire a questa velocità (156 in meno, ieri, 5 Aprile) arriveremo anche su questo aspetto a valori normali e in media con la consueta mortalità. Se così avverrà, sarà insostenibile un prolungamento dell’attuale stato di cose, restrittivo delle libertà personali”.

 

 

 



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