La Via Crucis dei giovani di Montemaggiore è la cosa più bella di questi giorni

La Via Crucis dei giovani di Montemaggiore è la cosa più bella di questi giorni
11 aprile 2020

Ci sono funzioni a ogni ora del giorno, Vespri Live e dirette Facebook che sopperiscono parzialmente al bisogno dei fedeli della messa domenicale. La quarantena protratta oltre Pasqua ha compromesso anche le celebrazioni della Settimana Santa. In paesi come i nostri, legati a tradizioni religiose importanti, la privazione dell’aspetto liturgico della propria vita di fede è una rinuncia significativa.

Ma si può recuperare la dimensione della preghiera anche così, nella reclusione. E si può ricreare persino la comunità, in fondo molto più di un collettivo accomunato dalle stesse pratiche. Se poi l’iniziativa nasce all’interno di un’associazione laicale fatta di giovani e giovanissimi, merita di essere quantomeno menzionata. Per almeno due buone ragioni: perché non si sono limitati a riproporre una Via Crucis virtuale e perché la sincerità e la spontaneità della loro preghiera spacca indiscutibilmente lo schermo.

Protagonisti sono i membri dell’Azione Cattolica di Montemaggiore Belsito, ciascuno nella propria casa ha recitato le stazioni che ripercorrono la Passione di Cristo nel Venerdì Santo. Accanto a loro, talvolta la madre, talvolta un fratello, la nonna centenaria o la luce di una candela a indicare una presenza terza, irrinunciabile. Persino i papà, notoriamente più restii a partecipare a questi riti, compaiono più volte. Un focolaio contagioso, ma che non fa paura. Tra di loro, c’è pure chi è rimasto solo perché lontano da casa: Maria Chiara è un ingegnere, vive a Chieri (TO), e la sua fabbrica era rimasta aperta il più possibile, finché le misure restrittive non hanno coinvolto anche lei. Ma era troppo tardi per tornare a Montemaggiore, a fare Pasqua. Partecipare alla Via Crucis insieme al suo gruppo ha alleviato la pesantezza di un momento difficile.

“Puntare all’Essenziale, a ciò che di più intimo smuove la nostra Fede, aiuta l’uomo di oggi a dare un senso al dolore e ad orientarsi alla resurrezione – così scrivono sulla loro pagina Facebook – La passione di Cristo dà un senso alle croci che spesso la vita infligge. Così, mentre l’uomo attraversa la notte del dolore, si scopre capace di vita, pellegrino verso l’alba della risurrezione. E il lamento si trasforma in danza, la tenebra fa spazio alla luce, la vita trionfa sulla morte!”

Sofia D’Arrigo

 



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