Fase 2, Boccia: “dopo il 18 aperture differenziate per regione”

Fase 2, Boccia: “dopo il 18 aperture differenziate per regione”
29 aprile 2020

Dal 18 scelte differenziate tra regioni per riaperture attività

In molti hanno criticato le scelte unitarie indicate dal governo. E’ infatti notorio che tra il nord e il sud vi siano marcate differenze in termini di contagio. Diverse ormai le regioni del centro-sud che sono a contagi zero o – come la nostra – a Terapie Intensive a zero e vorrebbero al più presto ripartire.
Il ministro per la coesione territoriale, Francesco Boccia, in video conferenza coi presidenti di regione ha dichiarato:

“In base al monitoraggio delle prossime settimane ci potranno essere dal 18 maggio scelte differenziate tra le regioni sulle riaperture di attività. Più i contagi andranno giù – aggiunge Boccia – più la sanità territoriale sarà in sicurezza, più si potrà riaprire secondo un monitoraggio che discuterete con il ministro Speranza. Definito il monitoraggio si potrà procedere a differenziazioni”.
“Dobbiamo avere un po’ di pazienza in più – conclude il ministro – sapendo che stiamo mettendo in sicurezza il Paese. Poi ci sarà un momento, dopo il 18 maggio, in cui conteranno le differenze territoriali“.

L’appello di Boccia

“Più contagi, più restrizioni. Meno contagi, più aperture. Ma il Covid non è stato sconfitto. Faccio un appello a tutte le Regioni: lavoriamo come sempre gomito a gomito, ma non fate partire la gara a chi apre prima perché sarebbe irresponsabile. Il Paese sta ripartendo, ma in sicurezza: non è il momento di allentare la tensione e di dividersi per tre giorni prima o dopo di apertura”.


Dello stesso avviso  Vittorio Colao a capo della task force fase 2

“Ripartiremo a ondate, pronti a chiudere piccole aree se il male riparte, con regole diverse a seconda delle regioni e mettere alla prova il sistema”.
Sarà solo dal 18 maggio, data di scadenza dell’ultimo dpcm di Conte, in cui si potrà pensare ad aperture a ‘geometria
variabile’.
Parere condiviso anche da Roberto Speranza – ministro della salute – che ha definito ragionevole questo genere di ipotesi ed ha aggiunto: “Non dimentichiamo che aver fatto il 10 marzo scelte uniformi per tutto il territorio nazionale ha salvato il Centro-Sud. Ricordo che in quei giorni molti volevano chiudere solo il Nord”



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