Cefalù, aiuti economici famiglie bisognose: risorse probabilmente non sufficienti, l’opposizione interroga

Cefalù, aiuti economici famiglie bisognose: risorse probabilmente non sufficienti, l’opposizione interroga
6 maggio 2020

La platea dei bisognosi potrebbe essere più vasta di quel che si immagini

L’immagine della cittadina normanna, per come  narrativa turistica vuole, è quella di una comunità ricca e prospera. Il dato legato al reddito medio, effettivamente è così.
Ma si badi, il dato medio molte volte non restituisce un risultato chiaro e soprattutto affidabile.
Cefalù, ovviamente, insieme a Taormina è  fra le città col reddito medio pro capite più alto di tutta l’isola.
A creare questo dato partecipano i creatori e percettori di redditi a cinque e sei zeri – imprenditori in primis -, un tutto sommato alto numero di professionisti con dichiarazioni dei redditi di tutto rispetto ma il risultato non tiene conto della sperequazione della ricchezza.

La ricchezza c’è ma è mal distribuita

Da un lato a Cefalù ci sono diversi possessori di decine di immobili, dall’altro tante famiglie in affitto e senza casa di proprietà, costretta a pagare affitti stellari con stipendi modesti.
Da una parte i redditi da aliquota massima, dall’altra parte un’enorme pletora di precari.
La crisi ha esacerbato queste differenze e ha  reso ancor più difficile mandare avanti una famiglia per chi faceva affidamento su un solo reddito, soprattutto se derivante dal turismo o dal suo indotto.

Gli invisibili

Se da un lato le categorie produttive si ‘consorziano’, si associano e fanno sentire la loro voce per chiedere aiuto, ci sono migliaia di cittadini completamente abbandonati dallo Stato. Gli stagionali del turismo e tutto quello che gli gravita attorno, incluso il sommerso.
Bistrattati anche dall’INPS che gli nega le famose 600 euro, con una Naspi già ridotta all’osso, queste famiglie non sono certamente sulla stessa barca di chi ogni anno ha fatturato milioni di euro o di chi ha uno stipendio certo e per tutta la vita lavorativa.
Poi ci sono – perché sarebbe sciocco negarlo – tutte quelle famiglie che contano, o per meglio dire contavano su qualche piccola entrata derivata da qualche forma di lavoro nero.
Non per colpa del lavoratore – sia chiaro – ma perché non c’era nient’altro che questo.
Quale lavoratore, , non vorrebbe essere messo in regola? Quale lavoratore vorrebbe rinunciare alle tutele – anche in materia d’infortuni – che derivano da un contratto di lavoro? Quale lavoratore non vorrebbe il diritto alle ferie?
Se non c’è nulla di meglio, ci si adegua e si accetta anche quello che non si accetterebbe.
Quella del lavoratore in nero ‘per scelta’ è solo squallida retorica nata per discolpare chi non ha voglia di spendere il giusto per i propri dipendenti e collaboratori e per screditare le eventuali doglianze di chi non si vede riconosciuti i propri diritti. Poi ci sarà sempre qualche eccezione ma non facciamola passare per regola.
Ci sono inoltre i disoccupati, e non sono pochi, che già prima del covid navigavano in cattive acque e adesso non sono certamente migliorate. Le loro condizioni sono peggiorate e per tanti motivi.
Ai ‘vecchi disoccupati’ si sono appena aggiunti i nuovi: chi è rientrato dall’estero o da altre regioni italiane proprio perché  ha perso il lavoro a causa dell’epidemia, chi era precario e quest’anno non lavorerà affattolast but not least l’aumento esponenziale degli aventi diritto agli aiuti economici potrebbe causare degli effetti non ancora pienamente quantificabili.

Il Comune potrà fare abbastanza?

Buoni spesa, voucher, aiuti economici per pagare affitti e bollette. Il Comune starebbe cercando di non lasciar fuori nessuno ma i fondi a disposizione non sono illimitati.
Al momento il municipio di Cefalù ha ricevuto circa 100 mila euro dalla Protezione Civile e circa 300 mila euro dalla regione.  Inoltre è stato creato ad hoc un conto corrente per le donazioni.
Adesso si attende la ripartizione dei fondi perequativi dalla Regione ai Comuni, questi fondi però nascono per far fronte alle minori entrate nelle casse comunali, causate dall’inferiore gettito fiscale causato dalla crisi. Certamente offrono anche la possibilità agli enti locali di diminuire le aliquote su tasse e tributi.
L’ente potrebbe anche utilizzare delle poste originariamente destinate ad eventi o altre attività che per via dell’emergenza sanitaria quest’anno non avranno luogo e convogliarle nel ‘salvadanaio’ degli aiuti.

Gli interrogativi dell’opposizione

I consiglieri comunali del gruppo Cefalù Terzo Millennio, in data 29,04,20 hanno presentato un’interrogazione in forma scritta su questi punti:

  • Come sono state distribuite le somme relative all’ordinanza della Protezione civile (107 mila euro ndr)
  • Ad oggi, quanti beneficiari hanno potuto usufruire degli aiuti economici erogati dalla Regione (287 mila euro ndr)
  • In merito ai criteri di assegnazione indicati nell’avviso della Regione se sono stati fatti controlli specifici incrociando i dati con l’Ufficio di Collocamento per soggetti che usufruiscono già di un sostegno al reddito come quello del Reddito di Cittadinanza;
  • Di conoscere quale somma è stata utilizzata per gli aiuti provenienti sia dalla Regione, sia dalle donazioni (Sul portale del Comune di Cefalù è presente un avviso contenente i dati bancari del Comune di Cefalù per invitare alla donazione di denaro per l’acquisto di buoni spesa).


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