Siciliani ancora fermi al palo, Musumeci vuole garanzie: “ah se ci fosse Zaia”

Siciliani ancora fermi al palo, Musumeci vuole garanzie: “ah se ci fosse Zaia”
17 maggio 2020

Nello non fa nulla se da Roma non gli arrivano, assicurazioni, garanzie e manleva di vario tipo

Non dorme la notte perché aspetta documenti da Roma – non sia mai ci sia da firmare – e afferma il presidente della Regione Siciliana: “Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma…) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali”. Aveva avuto quelle dell’Inail ma non andavano bene; subito dopo Conte aveva anche dato disposizioni estensive sulle interpretazioni dei protocolli dell’Istituto nazionale ma niente; conferenza stato-regioni? No, non basta? Dl rilancio e spiegazioni a reti unificate? Nein! E l’Autonomia? Quella di cui abbiamo appena festeggiato il 74esimo anniversario, che fine fa? Per parafrasare una celeberrima frase leghista, evidentemente ” con l’Autonomia Siciliana – in quel di Palazzo d’Orleans – ci si puliscono le terga”.

Roma non intende fare da ‘garante’

Lo ha affermato ieri Giuseppe Conte durante la diretta: “ognuno si prenda le proprie responsabilità, le Regioni si assumano le proprie”. Dovrebbe essere un’ottima notizia per chi vuol fare; per chi non vuol stare ancora appresso a cavilli, pastoie burocratiche e quant’altro. Il governo ha dato carta bianca e lo avrebbe confermato stanotte nel vertice notturno Stato-Regioni.
In pratica le Regioni dovranno emanare quanto di loro competenza, successivamente il governo le recepirà nella versione definitiva del decreto che è già in fase di pubblicazione.
Così va bene direste, invece no infatti il governatore da Facebook incalza: “Con tutti i presidenti di Regione italiani siamo tornati a riunirci adesso, a tarda notte, con il presidente del Consiglio Conte. Rivendichiamo il diritto di fare ripartire le attività economiche e iniziare il graduale ritorno alla normalità. Serve responsabilità. E chiediamo al governo centrale di recepire le nostre linee guida adottate da tutte le Regioni italiane. La mia ordinanza è già predisposta. Nessuno vuole fare strappi, ma la gente inizia a non capire”.

Appunto, la gente inizia a non capire

Domani si apre o no? L’ordinanza regionale sarebbe davvero così più ampia e permissiva rispetto a quella nazionale da valere la pena di questo stillicidio? “Serve responsabilità” appunto, ognuno si assuma le proprie e quelle che gli competono. La Sicilia che produce e freme per ripartire è pronta ad assumersene anche di più, basti pensare alla responsabilità su un possibile contagio da covid da parte di un dipendente o avventore. Follia. Eppure se devi scegliere tra vivere o morire – in senso commerciale ovviamente – non guardi troppo per il sottile.
Nei palazzi invece, il tempo è dilatato, distorto, ‘relativo’. Beninteso lo scaricabarile è partito da Roma ma nessuno vuol dimostrarsi migliore dell’altro e fare la differenza.



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