Cefalù diventa Città Cardioprotetta grazie alla democrazia partecipata: sapremo usarli?

Cefalù diventa Città Cardioprotetta grazie alla democrazia partecipata: sapremo usarli?
27 maggio 2020

Le somme, impegnate nel bilancio di previsione già dallo scorso novembre

E’ tramite lo strumento della democrazia partecipata e grazie alla proposta di Vivere Cefalù che lo scorso novembre, che fra una serie di altre proposte, raccolse oltre 200  preferenze per l’installazione di altri otto defibrillatori nella città di Cefalù. Il costo complessivo dell’operazione è di 12 mila euro, appositamente accantonate.
La città di Cefalù ha adesso ben 11 defribillatori sparsi per il centro abitato.

Le parole di Lapunzina

Cefalù diviene una “Città Cardioprotetta” grazie al posizionamento di otto nuovi defibrillatori.
Il progetto, selezionato dai cittadini attraverso un bando pubblico, è stato finanziato attraverso i fondi comunali destinati, ai sensi di legge, alla “Democrazia partecipata”.

Gli otto defibrillatori sono stati posizionati in punti strategici della città e della frazione di Sant’ambrogio, scelti da un’apposita commissione tecnica, coordinata dal Segretario Generale del Comune, la dott. ssa Maria Rosaria Sergi, a cui va il mio personale ringraziamento unito a quello di tutta l’Amministrazione comunale, sulla base del calcolo dei tempi di raggiungibilità dalle aree viciniori, della strategicità dei luoghi, della facile visibilità degli apparati, della fornitura di energia elettrica indispensabile al loro funzionamento.

I presìdi sanitari sono custoditi in teche climatizzate e allarmate e possono essere utilizzati anche dai non esperti grazie alla loro facilità d’uso.

Di seguito indico l’elenco dei luoghi nei quali sono stati collocati:
* Piazza Duomo (angolo tabaccheria);
* Via Vazzana (altezza Farmacia Vacanti);
* Lungomare (zona hotel Tourist);
* Piazza Colombo (accanto cancello teatro Cicero);
* Piazza Bellipanni (EGV Center);
* Piazza Santi Apostoli (accanto cancello d’ingresso scuola d’infanzia “G. Falcone”;
* Via Cirincione (accanto chiesa Spirito Santo);
* Frazione di Sant’Ambrogio (angolo piazza).
I defibrillatori del progetto “Democrazia partecipata” si aggiungono ai tre già presenti nelle seguenti aree:
* Piazza Garibaldi
* Via Archimede;
* Stadio Santa Barbara.

Con la collocazione dei nuovi defibrillatori investiamo nella salute e aumentiamo la protezione in caso di emergenza. Avere a disposizione questo strumento può fare la differenza tra la vita e la morte e ciò non va mai sottovalutato. Da oggi i cefaludesi e coloro che sceglieranno la nostra città come meta di vacanze, hanno un motivo in più per sentirsi al sicuro.

Il commento di Vivere Cefalù

Avendo appreso in data 26/05/2020 la notizia dell’installazione dei defibrillatori nel territorio comunale, il movimento giovanile Vivere Cefalù esprime il proprio plauso e vivo apprezzamento per la celerità con la quale l’Amministrazione ha provveduto, stante l’emergenza sanitaria, alla loro collocazione.
Il movimento, inoltre, ha apprezzato lo strumento di “Democrazia partecipata”, messo a disposizione dall’Amministrazione, che ha permesso la presentazione del proprio progetto alla cittadinanza.
Si coglie l’occasione anche per ringraziare le più di 200 persone che hanno creduto, apprezzato e sostenuto la proposta di un membro del gruppo.
Come ha specificato anche il nostro Sindaco, si tratta di uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte e, grazie al quale, i residenti e i turisti avranno un motivo in più per sentirsi al sicuro.

Sapremo utilizzare questi DAE?

Partiamo da una premessa: questi dispositivi – utilissimi per salvare vite umane – sono appositamente pensati per essere utilizzati da chiunque. Non è necessario alcun corso di formazione o certificato di abilitazione per prestare soccorso con questi defibrillatori. Va anche detto, però, che riconoscere con chiarezza chi necessiti di questo soccorso, non è proprio da tutti. E’ proprio questa la domanda che in molti si stanno facendo: abbiamo i defibrillatori, bene, adesso sarebbe meglio se ci sia qualcuno realmente capace di usarli e soprattutto di capire quando sono necessari. Si potrebbe ad esempio pensare agli assistenti civici, che magari, dopo apposito corso, oltre a vigilare sul rispetto delle misure di distanziamento sociale, possono prestare soccorso a chi ne necessita.



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