Cefalù, Piazza Colombo: il nuovo assetto non convince l’opposizione

27 giugno 2020

La comparsa delle transenne rosse fa discutere la città

Ieri sera, in una delle piazza più frequentate della cittadina sono apparse delle transenne – fissate sull’asfalto – che fino a qualche momento fa, non erano state oggetto di spiegazioni da parte dell’Amministrazione. In un post affidato a Facebook, il sindaco Lapunzina, ha così spiegato la funzione delle transenne e le modifiche ai flussi viari.

Di seguito il post del primo cittadino

<<L’Amministrazione comunale, al fine di garantire la sicurezza pubblica, ha promosso degli interventi per favorire una maggiore vivibilità degli spazi pubblici, relativamente a piazza Cristoforo Colombo.
In primo luogo si è intervenuto per restituire al tratto compreso tra porta “Ossuna” e Via “Falcone e Borsellino” la sua naturale vocazione di prosecuzione della ‘passeggiata’ tra via Vittorio Emanuale (area in Ztl) e il Lungomare “G.Giardina”. In tal modo si mira a preservare l’incolumità dei pedoni, in un tratto di strada nel quale il marciapiede è troppo stretto per contenere il traffico pedonale specie nella stagione estiva, tanto è vero che, purtroppo, pochi giorni fa è stato registrato un ennesimo incidente stavolta a danno di una bambina, la quale ha dovuto fare ricorso alle cure mediche presso l’ospedale Giglio e successivamente è stata ricoverata all’Ospedale dei bambini di Palermo. Allo stesso tempo, pur assicurando l’incolumità dei passanti, viene garantito il deflusso del traffico veicolare in uscita dalla ZTL del centro storico. Pertanto per i veicoli in uscita dal centro storico è stato previsto un percorso alternativo lungo attraverso un tratto della Discesa Paramuro e lungo via Gagini. Si è proceduto inoltre a limitare ai soli residenti e carico e scarico la possibilità di raggiungere piazza Colombo attraverso via Falcone e Borsellino, preso atto della inutilità di consentirne il raggiungimento anche a chi non ha diritto a sostare negli stalli di sosta, ivi presenti, i quali, come indicato dalla segnaletica posta in loco, sono da sempre riservati ai soli residenti. In tal modo, oltre ad evitare inutili, quanto pericolose, file di auto attorno alla piazza si disincentiva la sosta abusiva dei veicoli che non ne hanno diritto. La delimitazione delle corsie di traffico, in questa prima fase provvisoriamente affidata a transenne, verrà presto indicata con appositi dissuasori e sarà anche curato il verde pubblico presente in una delle più belle e suggestive piazze di Cefalù, fino ad ora ridotta impropriamente a svolgere il ruolo di spartitraffico. Ringrazio tutti coloro che vorranno contribuire al miglioramento della vivibilità e alla preservazione della sicurezza dei cittadini mostrando senso civico e rispetto delle regole>>.

Per Carmelo Greco (Cefalù Terzo Millennio) le cose non stanno così

<<Ci troviamo di fronte, ancora una volta, a decisioni prese senza dare spiegazioni, se non tardive, alla popolazione. Un atto di indirizzo del genere – continua – e successivamente l’ordinanza cui ha dato impulso, andavano spiegate alla cittadinanza e non messi di fronte ai fatti compiuti>>.
Per Greco si tratterebbe di un’operazione che, per via della strettoia che è venuta a determinarsi, <<potrebbe anche rendere più difficoltosi gli interventi del 118 nel centro storico>>.
Chiudere la piazza e i relativi accessi, secondo Greco :<<potrebbe avvantaggiare le attività che su essa si affacciano e creare ancora più spazi per i venditori abusivi che ben presto arriveranno sul lungomare>>.
Forti dubbi anche sui metodi di fissaggio delle transenne: <<Mi chiedo – aggiunge Greco – quanto sia regolare piantare delle transenne nell’asfalto e legarle fra loro col fil di ferro e se sia giusto privare i residenti degli stalli per i motorini e dei relativi parcheggi presenti nelle adiacenze>>.

A preoccupare Greco sarebbe il degrado diffuso su tutta la promenade e più segnatamente nei tratti di  spiaggia libera: <<nessuno spianamento dell’arenile è stato ad oggi effettuato ne tanto meno richiesto dall’assessore al ramo.  Le docce pubbliche – continua –  sono rese quasi inutilizzabili per via degli accumuli di sabbia che alzano la quota di calpestio e per converso i soffioni si staccano di poco più di un metro da terra.  Per il famigerato distanziamento sociale da far rispettare in spiaggia, delle misure messe in atto ancora non si vede nulla, così come delle richieste di finanziamento che avrebbe avanzato il comune alla Regione.  Al momento le spiagge libere non hanno i dovuti controlli e soccorritori. Solo una settimana fa – conclude –  si è registrato un annegamento proprio sul lungomare che ha messo in seria difficoltà i pochi bagnini presenti presso i lidi che hanno deciso di riaprire>>. Domenica scorsa, infatti come afferma il consigliere Augusto Cesare : <<risultavano aperti soltanto sei dei tredici stabilimenti balneari presenti sul lungomare di Cefalù. Tragedie del genere – conclude – non accadevano da anni, proprio per la presenza di tutti gli stabilimenti balneari e delle loro squadre di soccorso>>.



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