Casinò di Cefalù: un pericolo scampato o un’opportunità persa?

Casinò di Cefalù: un pericolo scampato o un’opportunità persa?
30 ottobre 2020

Quando si avvia un nuovo progetto, è importante prendere in considerazione non solo i potenziali benefici, ma anche i possibili svantaggi. È quello che è successo nel 2014, quando la proposta di aprire un casinò a Cefalù non andò a buon fine. Se da una parte l’Assemblea regionale siciliana si era espressa in favore dell’apertura di alcuni casinò in Sicilia, dall’altra non mancavano coloro che avevano un parere decisamente contrario. Sei anni dopo, è lecito chiedersi se si sia trattato di un pericolo scampato o di un’opportunità persa.

A quel tempo, erano emersi immediatamente i possibili svantaggi. Il confronto con località vicine come Taormina, che all’epoca vantava quasi il doppio dei turisti di Cefalù, spinse molti a preferire altre zone rispetto a quest’ultima. A questo si aggiunse l’estetica di molti territori della regione siciliana, che rappresentava un ostacolo all’integrazione di nuove strutture come i casinò, sia per l’orgoglio che la popolazione locale da sempre nutre per le bellezze della propria regione, sia per l’attrattiva che i panorami siciliani esercitano sui turisti.

Col senno di poi, è facile fare riferimento a situazioni come quella dell’attuale pandemia e alle difficoltà che molti luoghi di intrattenimento fisici hanno dovuto affrontare. Coloro che si erano inizialmente opposti all’apertura di determinate strutture possono ora porre l’enfasi sugli avvenimenti attuali e affermare che la loro decisione ha consentito notevoli risparmi di denaro nel lungo periodo, specialmente in riferimento a quelle attività che hanno dovuto chiudere in modo temporaneo o addirittura definitivo. Altri fattori, come le attuali restrizioni introdotte dal governo italiano in materia di autorizzazioni, potrebbero essere utilizzati per giustificare ulteriormente la decisione di non aprire queste strutture per l’intrattenimento e di dare invece la priorità ad aree di maggiore interesse o con un’affluenza di turisti più elevata. Se guardiamo alla situazione odierna di Cefalù nell’ambito di questo specifico settore, possiamo dire che la sceltasi è tradotta in un pericolo scampato.

Ma non bisogna mai tralasciare il rovescio della medaglia. L’apertura di un casinò avrebbe potuto avere l’impatto contrario: avere una nuova struttura in una località storica avrebbe potutostimolare l’interesse generale e promuovere il turismo. La presenza di un casinò è generalmente vista di buon occhio in quanto fornisce una sorta di stimolo per le attività locali, quali gli alberghi e altre strutture ricettive come i ristoranti. Ovviamente, l’impatto può variare a seconda della località, quindi è difficile affermare che gli stessi effetti che si verificano in una certa città possano replicarsi allo stesso modo in una località vicina. La presenza di un nuovo casinò può inoltre incentivare la creazione di nuovi posti di lavoro e promuovere il settore del turismo regionale nel complesso e, da questa prospettiva, coloro che si sono professati a favore dell’apertura di queste strutture di intrattenimento parleranno sicuramente di un’opportunità mancata, anche in situazioni come quelle attuali.

C’è un ulteriore fattore che avvalora l’idea che l’apertura di un casinò rappresenti un fallimento fortunatamenteevitato, ovvero l’enorme crescita dei casinò online. Quando il progetto di legge venne approvato nel 2014, quello del gaming mobile era un mercato di piccola entità in fase ancora emergente; inoltre, la presenza di alternative online nell’ambito del gioco d’azzardo e delle scommesse era ancora piuttosto limitata. Ma la portata del mercato del gaming mobile nel 2020 è tutt’altra, grazie al fatto che numerosi giocatori fanno ora sempre più affidamento sui propri smartphone. Questo fenomeno è diventato via via più diffuso soprattutto durante la recente pandemia, un period onel quale i luoghi fisici tradizionali sono stati duramente colpiti dalle chiusure forzate e, di conseguenza, dal fatto che molti giocatori hanno iniziato a spostarsi verso servizi online, ad esempio i siti di recensioni di casinò online come casinos.it, abbandonando così le opzioni tradizionali. Inoltre, alcuni esperti hanno affermato che per gran parte di questi utenti il passaggio alle forme di intrattenimento online sarà definitivo, ovvero continueràa nche dopo la pandemia. È probabile che questa dinamica avrà un impatto più duraturo sui luoghi di gioco fisici tradizionali, in quanto molti di essi hanno avuto problemi a riprendersi gli utenti persi durante il periodo della pandemia.

Qualsiasi prospettiva si adotti, sembra davvero difficile dare una rispost aalla nostra domanda iniziale. È facile guardare al passato e, alla luce di quello che è successo quest’anno, dire che bocciare l’apertura di un casinò a Cefalù abbia evitato di mettere la struttura in una situazione difficoltosa come quella in cui si trovano molte altre. Ma è altrettanto un approccio semplicistico guardare al successo che molti altri di questi luoghi di divertimento hanno riscosso e rammaricarsi per un’occasione persa. Non bisogna dimenticare le leggi e i regolamenti più rigidi che sono stati implementati in Italia al fine di limitare la concessione di licenze e l’apertura di un numero troppo elevato di casinò, una dinamica che ovviamente limita le aperture di casinò in un certo periodo di tempo. Non si può dire con certezza se sei anni avrebbero o meno fornito i dati necessari per poter eventualmente valutare il successo di queste attività, in particolare alla luce del lancio e dell’incredibile ascesa dei servizi online e per il mobile.

 

 



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