Cefalù, Bastione: scrive il ministero e nuovi chiarimenti dei gestori

Cefalù, Bastione: scrive il ministero e nuovi chiarimenti dei gestori
2 dicembre 2020

Da Roma una lettera ai gestori

Una lettera del ministero dello Sviluppo Economico nella quale si osserva che il finanziamento di quasi 200 mila euro sarebbe stato speso in conformità con quanto previsto dal decreto 57 del 2014 – sarebbe pervenuta ai gestori del Bastione . Una comunicazione giunta da fonti vicine all’associazione e che, se confermata, rincuorerà i gestori ma soprattutto assicurerebbe il corretto utilizzo dei fondi pubblici, così come afferma a gran voce il presidente Marco Cicio: “Il caffè letterario con ristorante e pizzeria slow fa parte delle attività previste dal progetto finanziato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri”.

Una segnalazione del 2018 ha dato impulso alle attività investigative

Un esposto presentato dall’opposizione consiliare alla locale tenenza della guardia di finanza – nell’estate del 2018 – avrebbe dato impulso alle attività investigative che, ad oggi, si sono concluse con la chiusura delle indagini preliminari da parte del pubblico ministero Paolo Filippini. Indagini trasferite alla procura di Milano poiché le somme del finanziamento sono transitate su un conto corrente di un istituto con sede nel capoluogo lombardo.

La precisazioni del presidente Cicio

Il presidente dell’associazione Fuori Orario sostiene di non aver ricevuto la “notifica di nessun rinvio a giudizio” ma “solo di chiusura delle indagini”.  Per Cicio la contestazione sull’utilizzo difforme di € 195.000,00 sarebbe assolutamente “priva di fondamento” in quanto si tratterebbe di una cifra vincolata da progetto a specifiche voci di spesa e “la stessa spesa è stata vagliata e certificata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri sulla presentazione della documentazione richiesta  come fatture, bonifici, contratti, etc.”  Cicio afferma che il progetto, sin dall’origine prevedeva la ristrutturazione del bene pubblico, la realizzazione del museo, della sala lettura e del tanto contestato caffè letterario. Inoltre il presidente ci tiene a precisare che: ” tutte le risorse professionali impiegate sono state regolarmente inquadrate nelle mansioni previste, nel rispetto delle norme fiscali, contributive ed assistenziali espletando quanto previsto dalle attività progettuali”.

L’associazione fuori orario darà mandato ai suoi legali per una presunta fuga di notizie

“Siamo contrari a processi mediatici basati su indiscrezioni ed interpretazioni parziali – continua Cicio – i processi si
faranno, eventualmente, nelle sedi opportune e poniamo la massima fiducia nei confronti della
giustizia”. Amarezza per la ‘fuga di notizie’: “Siamo amareggiati e ci chiediamo come possano essere trapelate delle indiscrezioni relative a documenti giudiziari di cui nemmeno i soggetti interessati erano a conoscenza. Tali dettagli
dell’indagine potevano essere conosciuti solo dai soggetti coinvolti a vario titolo nella stessa. Riteniamo necessario – conclude Cicio –  approfondire questo aspetto insieme ai nostri legali e se necessario con gli organi inquirenti.

Per Cicio è stato recuperato un bene che versava in stato di abbandono

“Abbiamo sempre operato nel rispetto delle regole impegnando i nostri sforzi a riconsegnare alla
fruizione pubblica un immobile chiuso ed abbandonato da oltre vent’anni – si sfoga Cicio – tanti in questi anni hanno
trovato nel Bastione uno spazio dove esprimere e sviluppare creatività e cultura”.
L’attività di recupero dell’immobile avrebbe permesso di dare “una nuova collocazione ai reperti archeologici che sostavano accatastati in una stanza fatiscente del complesso del Bastione, il cui controsoffitto era crollato su buona
parte dei reperti – continua-  in questa stanza restaurata è oggi collocato il museo digitale, mentre i reperti sono
stati trasferiti, dietro parere e monitoraggio della soprintendenza, in alloggi idonei e in maggiore
sicurezza”.

Il Comune avrebbe verificato la sussistenza dei requisiti

A seguito della sospensione di 60 gg. tra aprile e giugno 2020 la concessione è stata riassegnata con un nuovo atto del Comune di Cefalù che, sottolinea Cicio: “ha verificato la sussistenza dei requisiti della concessione
permettendo il riavvio delle attività del centro nel pieno rispetto della legge”.  Attualmente, fa sapere Cicio, “il centro è chiuso per effetto del DPCM del 03-11-2020 ed è pronto a riaprire al pubblico con tutti i suoi servizi
appena sarà possibile”.



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