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C'è una ciclovia panoramica da Cefalù verso Santo Stefano di Camastra? Perché provarla almeno una volta

Sonia Clementedi Sonia Clemente· 30/07/2026 21:45
C'è una ciclovia panoramica da Cefalù verso Santo Stefano di Camastra? Perché provarla almeno una volta

Una ciclovia panoramica che collega Cefalù a Santo Stefano di Camastra non esiste in senso ufficiale, ma il percorso cicloturistico lungo la costa nord-occidentale siciliana è tra i più affascinanti d'Italia. Chi pedala da Cefalù verso Santo Stefano scopre paesaggi marini intatti, borghi medievali arrampicati sulle colline e quella magia particolare che caratterizza la Sicilia autentica. Vale ogni pedalata.

Il percorso da Cefalù a Santo Stefano: non una ciclovia ufficiale, ma una strada con vista

La strada provinciale 113 corre parallela alla costa settentrionale siciliana per circa 30 chilometri. Non è una ciclovia protetta, ma il tracciato offre spettacoli naturali che le piste ciclabili cittadine non potranno mai eguagliare. La viabilità è buona, il traffico rimane moderato fuori dall'alta stagione, e le pause sono un piacere più che una necessità.

Da Cefalù la strada sale leggermente, regalando viste sul mare del Tirreno sempre diverse ogni pochi metri. Le curve non sono aggressive, gli asfalti localmente sono stati recentemente rigenerati, e il paesaggio cambia continuamente. Normani, Arabi, Normanni ancora: la storia della Sicilia medievale è scritta in ogni pietra che si incontra.

Santo Stefano di Camastra dista circa 28-30 chilometri da Cefalù, percorribili in 2-2,5 ore per chi vuole pedalare senza fretta e fare fotografie. Il dislivello complessivo è moderato: il tracciato risale gradualmente verso l'entroterra ma rimane sempre a vista mare.

Perché provarla almeno una volta

Tre ragioni fondamentali spingono a intraprendere questa pedalata. La prima è lo scenario paesaggistico. A differenza delle ciclovie pianeggianti del nord Italia, qui ogni giro di pedali offre profondità visiva: il mare blu elettrico sotto, le montagne color ocra dietro, i borghi antichi incastonati nelle curve della costa.

La seconda ragione è l'autenticità. I turisti che pedalaiano qui non sono masse. Troverete locali che lavorano, donne che stendono i panni, cani randagi sonnolenti, il profumo di limoni dalle coltivazioni terrazzate. È la Sicilia che respira ancora secondo i suoi ritmi.

La terza ragione è pratica: Santo Stefano di Camastra merita una sosta. È famosa per le ceramiche, per i laboratori ancora attivi dove gli artigiani modellano e decorano maioliche con tecniche tramandate da generazioni. Il museo civico conserva pezzi straordinari. È uno di quei borghi dove il turismo non ha ancora strappato l'anima al commercio.

Come prepararsi e quando partire

La bicicletta ideale è una gravel o una ciclovia da turismo: le strade non sono sterrate, ma la superficie a tratti richiede ammortizzazione. Una ibrida va bene se le gomme sono in buone condizioni. Portate almeno due litri d'acqua. Che sia maggio o settembre: l'estate piena rende il tracciato esposto al sole praticamente non percorribile tra le 11 e le 16.

Colazione presto a Cefalù, partenza tra le 7 e le 8 del mattino. Fermate strategiche: Castelmola con il suo castello, Collesano con la chiesa madre, infine Santo Stefano. Le opzioni di rifornimento lungo la via sono scarse, quindi pianificate in anticipo.

Tornare a Cefalù lo stesso giorno è fattibile ma estenuante. Meglio pernottare a Santo Stefano, restituire il corpo al riposo, e ripartire il mattino dopo con le gambe più frische.

Cosa aspettarsi dalla strada

La provinciale 113 è una strada statale ancora viva. Vede autobus locali, auto private, qualche camion. Non è una strada cicloturisticamente "riservata", ma il volume di traffico rimane gestibile. Indossate il gilet. Lasciate spazio ai veicoli in senso opposto.

Le curve sono visibili a distanza. Gli automobilisti conoscono questa strada da sempre: sono cauti con i ciclisti. Pedala comunque come se fossi invisibile.

Il vero valore aggiunto

Non è l'infrastruttura a rendere memorabile questo tragitto. È il fatto di attraversare la Sicilia sullo stesso livello degli abitanti, di respirare l'aria salsa, di sentire il peso della storia nelle mani quando tocchi i muri di pietra. Una ciclovia progettata avrebbe sterili spazi riservati. Questa strada ti immerge nel paesaggio reale, senza filtri.

Provarla almeno una volta significa capire perché chi conosce bene la Sicilia rimane affascinato da questi tracciati. Non sono attrazioni museali. Sono fibre del territorio ancora vive.

Sonia Clemente
Sonia Clemente

Sonia ha trascorso diversi mesi ogni anno nella casa di famiglia a Cefalù, dove ha coltivato una profonda conoscenza dei piccoli borghi e delle tradizioni siciliane. Curiosa per natura, accompagna spesso amici e parenti alla scoperta di itinerari insoliti, dedicandosi con passione alla raccolta di ricette locali e storie popolari.