Cefaluweb.comScopri Cefalù e la Sicilia tra arte e tradizioni

Quando a Cefalù si pescava "a lampara": le notti di luna e i racconti dei pescatori

Sonia Clementedi Sonia Clemente· 30/07/2026 09:00
Quando a Cefalù si pescava "a lampara": le notti di luna e i racconti dei pescatori

Tra fine luglio e le prime sere d’agosto, quando il mare si fa piatto e la luna scompare, a Cefalù le barche uscivano per la pesca a lampara. Il buio serviva più della forza. La luce di bordo radunava il pesce e la rete chiudeva il cerchio. Oggi restano ricordi vivi e qualche rara uscita dimostrativa.

Perché proprio ora

L’estate regala serate stabili, brezze leggere e acqua limpida. Con la luna nuova la luce artificiale risalta. Il banco di alici e sardine si compatta sotto il fascio. Il calendario contava: settimane tra fine luglio e settembre, mare calmo, niente nuvole basse. I pescatori scrutavano il vento sul lungomare, il respiro delle onde al Molo Vecchio, il riflesso di Capo Cefalù.

In questi giorni le condizioni tornano simili. Per chi visita la città, la notte è ancora lo sfondo giusto per capire come funzionava davvero.

Cosa suggeriva la tradizione

La barca luce usciva per prima. Sulla prua il faro, ieri a carburo, poi alogeno, oggi LED. Il capobarca cercava acqua “viva”, senza schiume. La cianciola seguiva, pronta a calare la rete a cerchio. Si parlava poco. Si ascoltava il mare. Un uomo di prua teneva d’occhio i tremolii dei pesci, un altro contava i secondi tra le folate.

Prima di accendere, si coprivano le lampade con teli scuri. Poi, a segnale, si scopriva la luce per “chiamare” il banco. La rete scendeva rapida, i cavi scorrevano tra i palmi. Si chiudeva il fondo, sacco verso la poppa. In banchina, le donne aspettavano coi cesti di vimini. All’alba, il pesce era al mercato del molo.

Rito e fondamento pratico

Gli anziani dicevano: “Con luna piena il mare vede troppo”. Il rito era scegliere la notte giusta e non sfidare il caso. Avevano ragione sul quando. Sbagliavano, in parte, sul perché.

La spiegazione oggi è chiara: molte specie pelagiche seguono la luce per istinto, un comportamento chiamato Fototassi. Di notte, un punto luminoso concentrato vince sul buio. Con luna forte, il contrasto si riduce e il branco si disperde. Anche la termoclina estiva e il plancton influenzano i movimenti verticali: in certe ore il pesce è più vicino alla superficie e risponde meglio alla lampada.

Altri gesti erano solo rito: bagnare il telo per “dare forza” alla luce non cambia nulla; contare onde e seconde non prevede i banchi. Restano utili, invece, la scelta dello spot sopravento per non sporcare l’acqua con il gasolio e la coordinazione silenziosa a bordo.

Dove e come osservare oggi

La memoria si legge dal vivo. Fermatevi al Molo Vecchio e a Porta Pescara, guardate verso Capo Cefalù nelle notti senza luna. Con mare calmo, si distinguono le barche luce al largo. All’alba, passate dal piccolo approdo della Presidiana: è il momento giusto per scambiare due parole coi pensionati del mare.

Se partecipate a uscite rievocative, affidatevi a cooperative locali. Chiedete sempre quali regole valgono e seguite le indicazioni della Capitaneria di porto.

Attrezzatura e piccole accortezze

Vestite leggero ma con uno strato antivento. Portate una torcia con filtro rosso per non abbagliare. Binocolo compatto per leggere i movimenti in superficie. Per le foto: ISO medio, tempi rapidi, niente flash. Meglio dal lungomare Giuseppe Giardina o dal Belvedere di Santa Lucia, punti larghi e sicuri.

Parlate piano sul molo. Ascoltare aiuta a capire: il rumore delle pompe, il fruscio delle reti, il cambio di giri dei motori raccontano più di molte parole.

L’errore che fanno quasi tutti

Andare in piena luna sperando nello spettacolo. Il risultato è deludente: troppa luce, pesce diffuso, barche ferme. Altro errore: usare torce bianche dal molo o dal gommone. Si disturba chi lavora e si falsano i movimenti dei banchi.

Cosa non fare in questi giorni

  • Non inseguire le barche con kayak o SUP. È pericoloso e vietato nelle aree di lavoro.
  • Non lanciare luci in acqua dalla riva. Confondono pesci e equipaggi.
  • Non usare droni sopra le barche senza permessi specifici.
  • Non acquistare pesce sottobanco: chiedete tracciabilità e specie.
  • Non occupare le banchine operative: lasciate spazio a manovre e mezzi.

Chiusura

La lampara è tecnica e pazienza. È un lampo nel buio che diventa pane. A Cefalù il mare la ricorda ogni estate, quando il vento tace e le voci sul molo si fanno lente. Io l’ho imparato ascoltando chi c’era. Bastano pochi minuti di silenzio per sentirlo ancora.

Sonia Clemente
Sonia Clemente

Sonia ha trascorso diversi mesi ogni anno nella casa di famiglia a Cefalù, dove ha coltivato una profonda conoscenza dei piccoli borghi e delle tradizioni siciliane. Curiosa per natura, accompagna spesso amici e parenti alla scoperta di itinerari insoliti, dedicandosi con passione alla raccolta di ricette locali e storie popolari.