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Nuova tragedia del mare: 200 dispersi nel naufragio di un barcone

Nuova tragedia del mare: 200 dispersi nel naufragio di un barcone
13 maggio 2014

Non si ferma l’ondata di migranti che tentano di sbarcare sulle nostre coste. Ieri pomeriggio un barcone diretto verso Lampedusa ha fatto naufragio a sud dell’isola, in una zona più vicina alle coste libiche che a quelle italiane, aggiungendosi alle ormai numerose tragedie del mare che ormai si susseguono. Circa 200 migranti sono stati tratti subito in salvo da navi e mercantili battenti bandiera italiana subito dirottati nella zona del naufragio, mentre già 15 cadaveri sono stati recuperati dalle motovedette della Guardia Costiera.

Si suppone fossero circa 400 i migranti a bordo del barcone. Sarebbero quindi 200 i dispersi ancora in mare, per i quali però non si nutre nessuna speranza che possano essere trovati ancora vivi. Si parla quindi di nuovi numerosi morti in quel braccio di mare. Sembrano non bastare gli sforzi che sta facendo il nostro Paese con l’operazione Mare Nostrum, e pare sempre più evidente l’esigenza di una missione di cooperazione internazionale per mettere un freno al fenomeno, sempre più incontrollabile.

Ricominciano anche le accuse verso l’Unione Europea, rea di lasciare l’Italia sempre più sola a combattere il fenomeno degli sbarchi, dell’accoglienza dei migranti e del recupero di relitti e cadaveri. Secondo il Ministro degli Esteri Mogherini, il problema dovrebbe essere gestito a livello comunitario, poichè “non si tratta di frontiere italiane, ma di frontiere europee”. 

Dure parole anche da parte di Angelino Alfano “le nostre navi sono lì a recuperare morti e a soccorrere i vivi, l’Europa non ci sta aiutando. O l’Europa ci aiuta a presidiare la frontiera o faremo valere il principio che il diritto d’asilo riconosciuto dall’Italia si possa esercitare in tutta Europa” che questa volta trovano appoggio anche dai rappresentanti dell’Unione, che chiedono a tutti i 28 paesi di condividere le responsabilità e di non lasciare il nostro paese da solo ad affrontare quello che è a tutti gli effetti un problema europeo. In ogni caso una politica comunitaria di gestione dei flussi migratori sembra ancora ben lontana dall’essere realizzata.



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