Pasquale Culotta, il ricordo del sindaco Lapunzina

Pasquale Culotta, il ricordo del sindaco Lapunzina
10 novembre 2014

A 8 anni dalla scomparsa dell’architetto Pasquale Culotta, figura indimenticata della città di Cefalù, il sindaco, Saro Lapunzina, ha voluta onorarne la memoria.

“Gentile vedova Culotta,

Sono particolarmente lieto di prendere parte a questo incontro attraverso il quale si rende omaggio alla memoria del nostro Concittadino Pasquale Culotta.
Un grande uomo, un professionista geniale, un grande innamorato della sua, della nostra Cefalù.
Una figura che, grazie alle sue virtù umane e capacità professionali ha saputo rendere lustro alla nostra città e che, insieme ad altri illustri architetti: il compianto ‘Bibi Leone’ e l’instancabile Marcello Panzarella, ha contribuito a diffondere il nome di Cefalù nel mondo come sede di una illustre scuola di architettura, la famosa “scuola Cefaludese”.
Permettetemi di esternare la mia emozione nel parlare del grande architetto cefaludese proprio da un luogo, questo Palazzo di Città, che è una testimonianza emblematica del genio creativo del nostro concittadino. Chi frequenta questo palazzo può avvertire la presenza di Pasquale Culotta nelle inconfondibili soluzioni architettoniche da egli create e, soprattutto, nella sua visione del mondo, la quale sapeva fondere, in maniera mirabile, antico e moderno facendo coesistere le testimonianze delle epoche passate con la ricerca di soluzioni architettoniche protesa verso il futuro.
Grazie alla meritoria opera degli Architetti Culotta, Leone Panzarella la nostra città si è arricchita di numerose opere di architettura contemporanea che non sono semplici edifici, ma delle vere e proprie opere d’arte.
La capacità che Pasquale Culotta ebbe nel progettare e realizzare edifici moderni all’interno del tessuto urbano di Cefalù, nell’immaginare un coerente e funzionale sviluppo urbanistico della Città, nel dare nuova vita a palazzi dalla storia antichissima, come questo edificio, ex Monastero di Santa Caterina e attuale sede del Palazzo di città, sono state possibili grazie al fatto che egli, autentico ‘cefalutano’ visse sempre e pienamente la realtà umana, sociale, politica della nostra città.
Ho già avuto modo di citare, in passato, ciò che ha affermato, in una sua conferenza, il Prof. Giuseppe Carta:  “Pasquale Culotta era ricco perché possedeva la sua città, era generoso perché la esibiva”.
A questa ricchezza umana, a questa generosità, a questo genio creativo riteniamo doverosa l’intitolazione di una via che abbiamo individuato nell’attuale Via san Pasquale. Nonostante gli ostacoli di ordine burocratico che vorrebbero impedire che si concreti tale scelta, la mia Amministrazione porrà in essere tutti gli atti di competenza per ottenere dagli organi sopra comunali competenti l’approvazione di  tale scelta. Quella via che, per ragioni storiche che dimostreremo, non ha alcuna attinenza con la denominazione attuale, è, invece, uno dei luoghi in cui maggiormente si registra la presenza dell’animus creativo di Pasquale Culotta, poiché fiancheggia quel “Palazzo giallo” che non è solo un condominio ma l’emblema stesso di un nuovo modo di intendere lo spazio urbano e si trova a poca distanza dall’EGV Center, altra opera che presenta fortemente i tratti del genio architettonico del nostro concittadino.
Con la scomparsa di Pasquale Culotta è venuta meno anzitempo una delle figure più rappresentative dell’architettura italiana di oggi.
Della filosofia, che guidava il suo modo di concepire le opere di architettura, mi ha sempre colpito il voler dare forma all’ideale secondo cui l’architettura sia al servizio della collettività.  Infatti se pensiamo che al centro di tutto c’è l’uomo e che una città, una piazza, un centro di aggregazione non vive per se stesso ma vive in  funzione degli uomini e delle donne che in questi spazi vivranno, lavoreranno, trascorreranno il loro tempo libero, ciò carica di forti responsabilità sia gli architetti che devono immaginare e progettare quei luoghi sia i politici che hanno la responsabilità di assumere scelte che, nel bene o nel male, determineranno il futuro di un territorio.
Pasquale Culotta ci ha dato testimonianza di come architettura e società abbiano profondi legami tra loro. Credo che un autentico sviluppo economico possa dirsi veramente tale se è affiancato da una autentica promozione sociale.
A noi, dunque, il compito di onorare la memoria del nostro grande concittadino realizzando quella città più bella e più a dimensione d’uomo che fu sempre il sogno della sua vita.”



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