Castelbuonese. “Minacce, insulti, offese. La Sicilia sportiva sappia cosa è successo a Siracusa”

Castelbuonese. “Minacce, insulti, offese. La Sicilia sportiva sappia cosa è successo a Siracusa”
21 novembre 2014

La Castelbuonese non ci sta. Il presidente dei granata Fabio Capuana giovedì ha svolto una conferenza stampa per denunciare quello che è successo domenica scorsa durante il match con il Siracusa: “Per noi – ha esordito – era una festa il giorno 16 novembre, andare in quello che tutti definiscono nella categoria: il tempio del calcio dilettantistico, cioè il ‘Nicola De Simone’. Sarei stato felice anche di perdere 3 a 0, perché questo rappresenta l’apice del calcio castelbuonese. Tutto potevo immaginare tranne di assistere ad uno spettacolo penoso come quello a cui noi abbiamo assistito”.

Poi ha descritto il clima della partita: “I nostri tifosi sono arrivati con largo anticipo, sono entrati, ma le forze di polizia non erano presenti, quindi sono stati fatti uscire, e da persone educate e intelligenti hanno accolto l’invito delle forze di polizia ad essere perquisiti, controllati e rifatti entrare. Ma le stesse forze di polizia dovevano essere quelle che dovevano tutelare la nostra squadra e i nostri tifosi. In tribuna non abbiamo visto un rappresentante delle forze dell’ordine. E noi abbiamo subìto qualsiasi forma di minaccia, di insulto, di offesa verbale, fisica no perché ci sono state persone che si sono frapposte fra noi e qualche tifoso del Siracusa un po’ agitato. Ci hanno tirato bottigliette, carte, pietre e qualsiasi cosa gli veniva a portata di mano”.

“Ma la cosa che non posso accettare come sportivo – ha continuato – è l’atteggiamento che è stato tenuto in campo dai calciatori del Siracusa. Per loro era inammissibile che la Castelbuonese potesse vincere 1 a 0 al ‘Nicola De Simone’, perché noi eravamo pecorai, eravamo montanari, non sapevamo quello che era il calcio. E allo scadere della partita gente che vanta presenze in serie A e in Champions League ha nascosto i palloni. Le provocazioni subìte dai calciatori sono state inaudite.Fino ad arrivare al punto che l’arbitro è stato preso a forza dai dirigenti del Siracusa e portato via in modo che non potesse vedere, perché sono stati aperti i cancelli del campo da parte degli steward e sono entrati almeno cinquanta tifosi aretusei che hanno aggredito i nostri calciatori e dirigenti. Nessuno dei miei ragazzi ha reagito, perché altrimenti avremmo avuto dei seri problemi di ordine pubblico. Questo è ciò che noi ci aspettavamo da quella partita?”.

Il presidente Capuana ha concluso: “Quindi è giusto che la Sicilia sportiva sappia quello che è successo al ‘Nicola De Simone’. Noi siamo voluti arrivare alla serie A siciliana per assistere a gare che siano puri spettacoli calcistici. Non posso accettare quello che è accaduto là! Pertanto sarà inviata al presidente della Figc Lnd Sicilia una lunga lettera dove, unitamente ai filmati, verranno evidenziati i problemi e gli sfaceli che sono successi a quell’incontro di calcio”.

La società intanto ha presentato ricorso al giudice sportivo, che non è legato ai fatti denunciati ma ad “una grave negligenza che c’è stata da parte della formazione del Siracusa”.



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