Impiegati pubblici di Castelbuono e Collesano al bar o al centro commerciale durante l’orario di lavoro

Impiegati pubblici di Castelbuono e Collesano al bar o al centro commerciale durante l’orario di lavoro
11 aprile 2019

La pratica del timbro del cartellino non è una peculiarità dei grandi centri: cattive abitudini nell’ambiente di lavoro si riflettono anche nelle realtà dei piccoli centri.

Sono quindici gli impiegati raggiunti da provvedimenti cautelari al termine della fase iniziale delle indagini aperte grazie a un esposto anonimo dai Carabinieri della Compagnia di Cefalù. I centri di Castelbuono e Collesano sono finiti nell’occhio del ciclone dopo il blitz mattutino dei Carabinieri.

Sono finite nei guai due impiegate, una della biblioteca comunale, l’altra dei servizi scolastici che si coprivano a vicenda a Castelbuono. Lavoravano nella biblioteca della Badia e si coprivano a vicenda passando l’una il badge dell’altra quando non si presentavano a lavoro ed erano piuttosto a fare la spesa o andavano in giro per il paese o una passava dal panificio del padre.

 Anche l’impiegato dell’ufficio protocollo al municipio Sant’Anna lasciava il posto di lavoro a bordo della sua auto o della bici e andava in giro per il paese. Entrava e usciva dai bar del paese, andava in banca o dal barbiere o dal meccanico. Tutto anziché state in ufficio.

Beccato a timbrare e uscire anche uno dello staff della segreteria del sindaco. Tra gli impiegati del comune ripresi dalle telecamere piazzate dai carabinieri della compagnia di Cefalù anche un impiegata del Castello che durante l’orario di servizio si è recata in un atelier di moda.

A Collesano a finire nell’inchiesta oltre ad alcuni dipendenti comunali, come un vigile urbano sorpreso a Termini Imerese in un centro commerciale, o il comandante dei vigili urbani, anche i lavoratori socialmente utili del “Progetto attività donne” che si occupavano di assistenza domiciliare agli anziani e disabili nelle scuole. Il gip del Tribunale di Termini Imerese ha disposto per nove di loro l’interdittiva per otto mesi dal lavoro, per sei di impiegati l’obbligo di presentazione ai carabinieri infine cinque sono indagati.

 



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