25 Aprile, il primo in quarantena: le riflessioni di una lettrice

25 Aprile, il primo in quarantena: le riflessioni di una lettrice
25 aprile 2020

Riceviamo e volentieri pubblichiamo le riflessioni di una lettrice cefaludese, Marzia Cristina.
Un 25 aprile, anomalo. Per tutti. Sia per chi ci ha sempre visto in questa data qualcosa di più profondo e un momento essenziale per la storia contemporanea, e sia per quanti, semplicemente l’hanno sempre vissuto come un momento di serena convivialità fra amici e parenti. In ogni caso, l’augurio, indipendentemente dalle opinioni personali circa gli eventi del ’45,  è che questa modalità celebrativa da ‘reclusi’ possa essere un unicum, e che non si ripeta per almeno altri settantacinque anni.

Questo 25 Aprile per me è stato diverso. Più intenso, più profondo. Qualcosa di nuovo rispetto alle solite scampagnate, alle solite mangiate, alle riunioni dove il senso di questo giorno restava per forza di cose marginale. Ieri sera ho iniziato a leggere la storia del partigiano Santo Santino, un gratterese ancora vivente, e mi sono
immersa in quella vicenda, la vicenda di un ragazzo giovanissimo, la storia appassionata del suo contributo alla liberazione dall’Italia dal nazifascismo. Stamattina ho postato una foto e un pensiero sul gruppo 25
Aprile corteo virtuale, più di 50.000 membri in tutta Italia. Ho letto le testimonianze di tanta gente e mi sono commossa, mi sono emozionata.
Io non amo molto i social, non commento le notizie, sono un po’ scettica nei confronti delle iniziative virtuali.
Ma oggi ho pensato che il web mi avesse fatto un gran regalo, interiorizzare  dei sentimenti ed esprimerli coralmente in modo così intenso.
Alle 15 ho cantato alla finestra “Bella Ciao”, ed è stato ancora più bello delle altre volte, le parole più pensate, il passato più vicino. Poi mi sono imbattuta nel vostro articolo.
L’ho sentito così inspiegabilmente distante da tutto questo, quasi ostile. Non ne ho capito il motivo. la situazione attuale, l’emergenza Covid-19, non ha impedito nè deve impedire a nessuno di continuare ad essere persone con il proprio vissuto, il proprio credo, i propri ideali. Non sono iscritta ad alcun partito, ma ho idee democratiche, di solidarietà e libertà.
I partigiani hanno combattuto una battaglia per la libertà. Libertà.
Proprio la stessa che ora consente di scrivere pubblicamente che chi ricorda queste persone cantando una canzone alla finestra sta starnazzando.  O forse no, perché io credo che la libertà vada indirizzata, coltivata, educata.
Di modo da avere il coraggio delle proprie convinzioni, ed il rispetto di quelle altrui.
Gridando se è il caso, a anche tacendo.
Marzia Cristina



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